Padre Brown è un parroco di Londra che, Vangelo in una mano e Sant'Agostino nell'altra, si occupa di investigazioni solo con lo scopo di ricondurre alla fede i malviventi. Lungo la strada dei malviventi deve passare un uomo che non è un malvivente, che non è bacato, che non ha paura. Quest'uomo è l'investigatore, è l'eroe, è tutto, un uomo completo, comune, eppure è un uomo che vorremmo incontrare e che raramente si incontra.
Lo vedo volteggiare nel vuoto sull’ampio marciapiedi di Sunset Boulevard.
A Los Angeles la guerra tra pedoni e automobilisti già da molti anni è stata vinta, guarda un po’, dalle automobili e allora nessuno cammina ai bordi delle strade. L’assenza di pedoni rende anche più surreale l’immagine di questo ragazzetto che sul suo skateboard offre una serie di esibizioni talmente eccezionali da far nascere il desiderio di osservarlo con la massima attenzione.
Riesce a saltare piccole siepi, a salire le scale dello spiazzo di fronte al Supermercato, tempio perfetto del consumismo quotidiano.
Vola il ragazzo. Sempre con questo pattino gigante dal quale non cade mai. Giunto non lontano da me offre un volteggio simile a un salto mortale compiendo mezzo giro nell’aria, per poi interromperlo con un guizzo e ricadere di fronte a me.
Ora che lo vedo da vicino, sorridente e fiero valuto che potrebbe avere al massimo tredici anni.
Mi siedo sulla panchina applaudendo e chiedo da quanto tempo pratica questa specie di arte, ondeggiante tra lo sport e il balletto. “Sono nato con questo affare sotto i piedi.” Dice sorridendo. L’altoparlante del supermercato annuncia che Obama ha la maggioranza in altri tre Stati dell’Unione. Preso dal gioco gli chiedo “Tu per chi hai deciso di votare.” “Noi ragazzi non ci fanno votare, ma se votassi voterei per Obama.” “Perchè?”
“Quando parla si capisce. Lo ascolti volentieri e lui vuole sistemare le cose. Poi se chiudi gli occhi lo ricordi bene perchè è uno che sorride sempre.”
Sulla soglia di una villetta poco discosto appare una donna di colore. “Freddy tua madre ha detto di smetterla di parlare con gli sconosciuti e di venire subito in casa.” “Non gli dar retta. Mia madre vota per i repubblicani.”
“Perchè?” Chiedo.
“Non le piacciono i neri e Obama è di colore.”
“Ma in casa avete anche una nera.”
“Che c’entra, quella è la cameriera.” Poi con un guizzo sparisce oltre la siepe.
Peccato, un voto in meno per Obama. E una stupida in più.
È iniziato il campionato di calcio, con buona pace di mille mariti inquieti di passare un’altra domenica da soli con la moglie (che l’hai presa a fare,dico?) e delle mogli che cosi potranno coltivare le amiche (come se non le coltivassero abbastanza tutta la settimana) e parlare (anche) la domenica pomeriggio nei lunghi ritrovi dell’ultima borsa (finta) dell’ultima scopata (piu finta della borsa) dell’ultimo spasimante (vero) e dell’ultima stronzata che ha fatto l’amica assente di turno.
Francamente non mene frega un emerito, per due motivi:
il primo è che non sopporto il calcio.
Il secondo è che non avrò mai amanti dei mariti fissati del calcio per un semplice binomio alquanto sconcertante: ai mariti calcistici, corrispondono donne semivuote.
Mi risponderete ovvio, si cercano. Quando non mi rispondete, non è vero.
Ma ho imparato che anche le mogli e quindi le possibili amanti, sono categorizzate: la moglie del cacciatore è piu disinvolta.
La moglie dell’imprenditore di successo è una disinibita circospetta.
Di un imprenditore e basta è piu di chiacchera. A letto la porti mentre parla.
La moglie di uno fissato con il calcio è la gatta morta. Ti fa capire, vuole che tu gli scriva, ma poi niente.
La moglie di un addetto alla legge, avvocato magistrato giudice è disinibita-circospetta-loquace-lucrosa: devi portarla in ristoranti, hotel, posti insomma eleganti e vivaci. Ha bisogno del contorno oltre che alla sostanza. Rischia di piu delle altre, ma non puo farne a meno.
I mariti invece di queste donne sono tutti uguali: disattenti, assenti, latenti, concentrati solo su se stessi hanno la famiglia come si ha la macchina: bisogna averla. Poi basta accenderla e si parte. Pensano loro. Regalano a Natale un telefonino alla moglie. Se hanno un amante è quella dell’amico. Si scopano solo tra di loro, per trovarsi poi tutti allo stesso tavolo a cena il venerdi o il sabato. Non avendo emozioni non possono tradirle. Le emozioni.
E’ ormai acquisita la certezza che il corpo vada lavato, magari abbastanza spesso, ma quello che assai raramente accade è la pulizia della mente.
Come si può lavare la mente?
Leggendo una poesia di Emily Dickinson o di Alda Merini ogni mattina, oppure immergendosi in una mezz’ora almeno di silenzio al giorno o anche ascoltando i discorsi di un bimbo di 4, 5 anni o perfino e anche abbracciando una buona musica, meglio se un adagio di Bach o di Mozart.
E’ noto che una mente completamente sgombra funziona in modo ottimale e per “svuotare” la mente l’ideale è scrivere, riportare su un foglio ben descritti i fantasmi che ci danzano nella memoria immediata.
E per pulire la mente dalle infinite mediocrità televisive basta fissare l’azzurro del cielo per qualche minuto.
Sono molte le persone e di ogni età che mi riferiscono strani e inspiegabili sintomi, improvvisi cambiamenti di umore, instabilità del sentimento relativo al vivere etc.
Succede, pare, che ogni circa sette anni l’intero apparato cellulare del nostro corpo si rinnova completamente. Si tratta di una immensa mutazione, una sorta di replay della nascita.
Ebbene accade che in noi si verifichino infinite e non previste alterazioni, con le quali è solo giusto convivere, in attesa di ritrovare quella sorta di serenità permanente che
caratterizza l’infanzia e la prima adolescenza.
O per essere ancora più semplici è come se in noi si alternassero delle stagioni umorali, così è naturale che alla primavera succeda, l’estate e poi l’autunno e infine l’inverno. Si tratta di accettare la spettralità dell’inverno nella certezza che tra poco riapparirà, nel massimo fulgore, la sernità imbattibile della primavera.
Buon Ferragosto
a chi lo fa,
a chi non puo farlo
a chi puo e non vuole
a chi vorrebbe ma non lo farebbe comunque.
A tutti,
che sia davvero un buon ferragosto.
Di sole. Dentro
Due pugliesi hanno violentato una ragazzina di 14anni a Bologna, in zona univarsitaria.
Davanti ai carabinieri, i due maggiorenni di Lecce accusati di vaer stuprato la ragazzina che era ubriaca, hanno confessato: "voi cosa avreste fatto al posto nostro?"
Gia. Noi cosa avremmo fatto... davanti a questa domanda che trovo raccapricciante qausi piu del fatto stesso (ho detto quasi) la dice lunga sullo sgretolamento dei valori oggi. Voi cosa avreste fatto?
L'avrei accompangata a casa, magari fino dentro casa. L'avrei adagiata sul letto, togliendogli i vestiti facendo attenzione a non toccare parti intime anche se lei dormiva. GLi avrei accarezzato la testa. Gli avrei detto di stare tranquilla che tutto passava. E magari si addormentava senza vomitare.
Questo avrei fatto...
... E forse il giorno dopo sarei stato preso per il culo dalla ragazzina stessa..

...d'altronde è di Livorno.....
Qualcuno mi ha chiesto se ho molti ricordi.
Spontaneamente ho risposto “Nessuno.” “Come è possibile?”
“Io vivo in un grande e unico presente, anzi un presente immenso.
Il presente dell’oggi è contenuto nel presente del mese e questo nel presente dell’anno e l’anno nel decennio e il decennio nel secolo e il secolo nei millenni e i millenni nell’arco immenso del vero e unico presente che va dall’origine della specie alla sua estinzione o migrazione in altre realtà.
Per questo non ho ricordi ma infinite “presenze”, è un po come se stessi perennemente percependo ciò che ho vissuto e a volte perfino ciò che probabilmente vivrò.
Insomma sono riuscito, credo, a sfuggire alla trappola demolitrice della triade passato-presente-futuro.
A me la Betancourt mi sta sulle palle!
Il suo francesisissimo snobbismo. Il suo presenziare, sempre. Il suo rilasciare troppo spesso delle emerite cazzate di cui si potrebbe tranquillamente farne a meno. Il suo stare (troppo) bene dopo averci detto per mesi che moriva. Il suo rilasciare troppo spesso delle emerite cazzate di cui (il mondo) si potrebbe tranquillamente farne a meno..
Lo so l'ho gia scritto: ma anche lei ha gia detto delle idiozie e le ripete, spesso.
Una domanda: non è che l'hanno liberata perche non la sopportavano piu nemmeno i colombiani malgrado tutta la coca che sniffavano per sopportarla?
...Ciao Lupo
Laura è tornata.
E indovinate? mi ha portato un regalo. Un pensiero. Ovviamente non sa del blog e di tutto il resto. Non sa degli “amici” che ha trovato qui, mi ha portato un regalo perchè, ha detto, sono stata bene.
Il posto era meraviglioso. Guarda come sono tutta abbronzata- E cosi mostra il suo corpo minuto, rigido sulla sedia, orgogliosa del suo colore.
Mi commuovo, ma solo dopo. Davanti a lei minaccio che gli sgonfio le ruote della carrozzina se non va via subito perchè mi fa invidia.
Non volevo farmi vedere con gli occhi lucidi. Gli stessi che aveva sua mamma dietro che la spingeva. Laura sta vivendo un po dentro tutti noi, ora.IL web serve anche a questo. E evidentemente non fa sempre male.
La vedo sulla spiaggia sulla sua sedia a guardarsi il mare e il sole. Magari mentre piu in la ragazzini stavano con la Play portatile a giocare all’ombra dell’ombrellone…. Annoiati.

Dal Blog di Pino Scaccia, Raiuno
Ho conosciuto Cesare.
Aspetto quasi aristocratico, capelli bianchissimi, sorriso cordiale, tanto che, pur incontrandolo per la prima volta, insisto per offrirgli il caffè.
Avverto in lui la coscienza, anzi il piacere della propria diversità.
Subito mi offre la sensazione di una grande amicizia e intimità.
Sorseggia il cappuccino con eleganza.
“Gli esseri umani sono come il mare, se li trovi tranquilli, li navighi senza problemi, se sono in burrasca ogni metro è una conquista.”
Una frase come questa mette subito in guardia e stimola il rispetto per l’intelligenza che rivela.
Sdrammatizzo.
“Ce ne sono pochi oggi di esseri umani tranquilli, sono quasi tutti tormentati dalla precarietà e dalle tasse. Lei sembra…”
“Chi è questa Lei?” Chiede Cesare con aria furba.”Diamoci del tu.”
“Va bene.Tu non solo sei tranquillo ma lo specchio delle tue acque sembra immobile.”
“Io vivo il privilegio della libertà, attorniato da persone inquiete cui il tempo non basta mai.
Adesso ti saluto. Vado a lavorare.”
“Che lavoro fai, Cesare?”
“Il barbone.”
Mi sfugge una risata, contenuta, per rispetto all’ipotesi che la sua sia una battuta di spirito.
“Scusa Cesare, ma io pensavo che eri un direttore di banca o qualcosa del genere. Non hai certo l’aria del barbone.”
“Vedi, se vestissi abiti stracciati somiglierei a tutti gli altri che tendono la mano nelle strade di questa città. La gente si impietosisce molto di più vedendo una persona ben vestita, dall’aria perbene, che tende, esitando, la mano.”
“Straordinario.” Mormoro ammirato.
“Invece in questo modo vivo bene, ho una casa, e perfino posso fare un po’ di beneficenza.
Prima, anni fa, avevo una piccola società ma il meccanismo delle tasse me l’ha divorata. Ho resistito per alcuni anni poi ho capito che, in questo Paese, il solo destino per le piccole società era chiaro.
O scegliere il cammino della disonestà o accumulare sempre maggiori debiti. Quasiasi modifica cercavo di fare alla mia attività per migliorarla veniva tassata e, anche se ero in passivo, dovevo far finta di aver guadagnato, altrimenti arrivavano verifiche e multe. Mi sono accorto che questo Stato non ama i suoi cittadini, ma li tratta come dei nemici.
Allora ho chiuso gli uffici e ho teso la mano della mia dignità".
L’ho rivisto nel pomeriggio, seduto all’angolo della via, di fronte alla banca.
Impeccabile, infilava nella tasca interna della giacca le numerose e sollecite offerte dei passanti.
Parlo di vacanze. Ma non voglio raccontare di posti.
Voglio raccontare di persone speciali che fanno vacanze.
Non so se è lo stesso, ma per me è la stessa emozione.
Li chiamano “diversamente abili”, e lei a spiegarmelo. Sulla sua sedia a rotelle mi dice quanto vorrebbe andare in un villaggio ma quanto sia difficile trovare strutture adatte. Se non a prezzi esosi.
Ammetto il mio imbarazzo per l’ignoranza, non certo per la sua situazione.
Sarà lei a mettermi a mio agio. Come spesso accade, queste persone che guardano il mondo da un po piu basso di noi devono sopperire alle nostre di mancanze. E non il contrario.
Mi spiega che deve avere il bagno in un certo modo. Che un lavandino troppo basso o troppo alto vuol dire non lavarsi il viso. Che una doccia con il bordo significa non lavarsi totalmente.
Mi spiega che il letto deve essere cosi. E che le maniglie in quest’altro modo.
Per il resto si arrangia. Non importa se il vialino non sarà (sicuramente) abbastanza largo. In qualche modo farà. Cosi come la spiaggia. “Vado con il mio ragazzo, mi farò aiutare”. Non c’è polemica nelle sue frasi. Nessuna pretesa. Penso a quelli che ne hanno invece. Solo per i soldi che pagano e non per esigenze vitali.
Mi sono emozionato. E cosi, ho lasciato perdere per un momento viaggi fantastiliardi che gestisco per dedicarmi a questa semplice richiesta. Gli ho trovato un villaggio in Sicilia. Un buon direttore, una compagnia aerea che accetta anche loro, i disabili, non come la Ryanair, e chiamato Laura, cosi si chiama, per comunicargli che forse avevo trovato quello che faceva per lei.
Non era certo l’unico villaggio, sarei scorretto, ma sicuramente il turismo accessibile (mi piace questa parola, accessibile) non è un mercato lucroso, e quindi poche aziende puntano soldi su questo. Lo fa il Ventaglio, mi piace dirlo. Che con un catalogo accessibile dà metrature, dislocazioni, ragguagli su posti per “loro”.
Ma quello che volevo raccontare è il sorriso di Laura. Sorriso che poche volte ho visto quando gli altri (veri) quelli cosidetti normali gli dai i documenti per le Maldive: non hanno quel sorriso. Affermazione populista mi dirà qualcuno. Si, puo essere. Ma non avete visto il sorriso di Laura che si sta laureando a Pisa, con una mamma e un fidanzato che cercano di donargli una vita accessibile la stessa che tanti si sbarrano da soli.
Mi sento fortunato. La suora irachena e Laura mi sono nel cuore. Più di Nicola che mi chiama da tre giorni per sapere se il suo chalet sul mare ha la terrazza con le sdraio. Altrimenti non vado, mi dice. Machissenefrega, ho voglia di rispondergli. E cosi mi tengo Laura e la mia suora irachena sulla scrivania. Come post-it di una vita migliore
Sono rientrato e cosa ti trovo? IL Bossi che fa il solito gesto. Gia.. il solito tutti gli altri si affrettano a confermare. Gia.. Ma non è il solito. Lui è un Ministro della Repubblica Italiana. Non è il solito.
Se fosse stato solo il semplice segretario di partito al gesto pur sempre grave avrei risposto anche io con il "solito" Bossi e le sue cazzate. Ma ora no.
Un Ministro della Repubblica che ha giurato a quella repubblica fedeltà non può comportarsi cosi. PEr quelli che in quella repubblica ci credono e per la quale sono morti.
No. Stavolta non ci stò. La cosa è gravissima e andrebbe perseguita. Gia. Andrebbe Perche come sempre non succederà nulla se non le solite polemiche.
Pensate se Obama lo avesse fatto sull'inno americano...... Cosa gli sarebbe successo, ora?
Sono i paesaggi a prendermi l'anima. I colori e i contorni. Queste isole sono magiche. Troppo vicine per il vacanziere sbruffone, troppo lontane per altri. Bel posto la Grecia. Bel posto.. E si rientra.. haimè
Non so niente del terromoto. Ho saputo dai giornali inglesi che qui arrivano giornalmente, mentre quelli italiani arriva solo la.. Gazzetta dello Sport! che brutta fama abbiamo.... Ad ogni modo non credo sia stato qualcosa di importante altrimenti lo avrei saputo anche solo guardando la gente. Sai, provenendo dallo Tsunami ho imparato a leggere il terrore nelle facce e soprattutto per "catastrofe" ho altri.. parametri.
Intanto, dalla terrazza della mia pensioncina, mi godo il panorama. Che non è male.. no, per niente male..
Non è male direi, no? Conosco le isole molto bene, come Rodi, ma rimango sempre meravigliato dal fantastico mare che ha questa terra... fatta di persone cordiali, e senza quello stress europeo. Sembra che il vento, che soffia sempre, porti via con se le inquetudini.


Nome: Padre Brown
Alto, bello, ricco e simpatico. Cultura da vendere e soprattutto capacità intellettiva elevata. Ottimo amante, ho dato il meglio di me stesso a me stesso. Di una classe infinita. Elegante e intrigante e polivalente. Insomma il classico uomo-sega!!
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